Ascoltando due differenti esecuzioni della sonata per violino e pianoforte k. 301 di Mozart, ho avuto la netta sensazione che l’infelicità sia il germe dell’arte. Fin dall’attacco del primo movimento (Allegro con spirito), Perlman mostra la gioiosa superficialità di chi ama ed è riamato, di chi è libero dall’angoscia e vuole comunicare al mondo che si può e si deve vincere. Il tubercolotico Szigeti, invece, stupisce per il languore romantico delle sue note, carezza la malinconia dell’anima, chiede di essere amato pur sapendo di non averne le forze. Piccolo, fragile Szigeti, troverai mai quell’altra parte di cielo che vai cercando? Riusciranno le tue note a infrangere la stolidità del mondo?
Nell'immagine, Perlman a sinistra, Szigeti a destra.
3 commenti:
Rivolgetevi a me per avere entrambe le versione in mp3.
A conferma del fatto cha Amore e Perfezione non possono collimare.
Le note di Szigeti avranno un'unica e infinitesima possibilità di cambiare il mondo. Ma mi chiedo se ne valga davvero la pena.
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