Amore e odio. Sono le prime parole che vengono in mente quando si parla di contrapposizione, di antitesi. Eppure, non è così strano pensare che abbiano un ceppo comune: che l'odio sia l'unica alternativa a un amore che non c'è. E non è che l'uno contrasti l'altro. Ma l'uno subentra all'altro nell'inevitabilità di ciò che è fuori dal nostro controllo. Più che di contrasto si potrebbe parlare di sostituzione; di aggiustamento. Nel senso che questo tipo di reazione serve a riportare ognuno sui propri binari, sul percorso che contraddistingue ognuno di noi. Molte delle contrapposizioni con cui abbiamo a che fare nella nostra vita si connotano in questa stessa maniera. Esiste però un tipo di contrapposizione più energica, in cui i concetti sono più distanti, più separati, senza un retroterra comune. Coraggio e paura, ad esempio. Perché la vera distinzione non dovrebbe insinuarsi di fronte all'inevitabilità, ma di fronte alla scelta. Voglio fare una cosa, ne ho paura. Ci può stare. Ma ho il coraggio di provarci? La differenza è tutta qui: coraggio e paura caratterizzano le nostre scelte, ci mettono di fronte a un bivio. E una strada, di per sé, non è migliore di un'altra. Ma è ciò che contribuisce alla scelta a fare la differenza.
Quando si è giovani si può diventare potenzialmente qualunque cosa. Man mano che si cresce, tutte le strade che ci sono aperte scompaiono, fino a delineare la persona che diverremo in futuro. E se la paura caratterizza le nostre vite, paradossalmente avremo molte più strade di fronte a noi. Che però non faranno altro che riportarci nel punto da cui siamo partiti, che non ci offriranno la possibilità di crescere.
Forse avere coraggio chiude tante porte. Perché, in un modo nell'altro, tante cose dovremo abbandonarle lungo il nostro cammino. Ma in realtà non le abbandoneremo, avremo preso ciò che ci serve e lo serberemo dentro di noi per avere ancora più coraggio e più fiducia per andare avanti. Lo si potrebbe considerare quasi un circolo virtuoso. E per quel che mi riguarda, non diventerò un uomo delle previsioni perché avrò avuto paura. Se mai lo diventerò, sarà solo perché non ce l'avrò fatta. E per ora, non voglio più togliermi la possibilità di scrivere.
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